L’allarme suonerà prima del mio sonno

L’allarme suonerà fra 4 ore. Ogni volta che devo fare questo turno, non imparo mai ad andare a dormire prima. Ma io sono quella che spegne le luci, che esce per ultima, che se ne va per ultima, e la notte sento di dovermela godere.

A casa i grilli farebbero sottofondo, mentre sentirei le macchine che passano in autostrada, sempre tutte uguali, con il suono ora vicino, ora in lontananza. Tu tum Ta, tu tum ta.

Qui c’è il silenzio più assoluto, e ancora non arriva il signor sonno. Forse sono troppo nervosa. Troppo delusa. Forse sto perdendo tempo, forse sono in procedura d’acquisto.

Fatto sta che non imparo mai, a dormire prima. E dovrei. Ma la notte ha bisogno del mio non dormire, sennò come fa ad esistere se non viene vissuta?

Annunci

Non schivare i miei baci

Non schivare i miei baci

hai presente i miei baci?

non schivarli

assumili

come medicina salvifica

salvificissima medicina umida

di labbra, lingua, denti e schiocchi

voglio candirti di baci

voglio farcirti, glassarti
v

oglio ingrassarti

iperglicemizzarti di baci

voglio essere il tuo giuda bacioso

ma senza tradimento incluso

non schivare i miei baci

ti ricordi i miei baci?

eravamo felici

facciamoci di baci

overdosiamoci di baci

osiamo l’imbaciabile

chi è stato il tuo maestro di baci?

voglio stringergli la mano

.

(Guido Catalano)

Just Breathe

Sono qui a letto che scrivo sbattendo le mie dita contro il vetro di uno schermo, come schiaccio le stesse verso una finestra con una luna rossa in primo piano.
Ma qui la luna è sparita e una leggera aria mi fa compagnia, sospesa tra la nudità di chi è troppo pigra per cambiare il piumone con una coperta più leggera.
Oh, le stagioni passano anche qui.

Respirare. È vero, lo facciamo automaticamente, ma quando ci accorgiamo che stiamo respirando lo stretto necessario, non vi viene di prendere a pieni polmoni tutta l’aria che potete?

Sto facendo così. Controlli per rabbia e stress. Delusioni e pigrizie.

Oggi riflettevo sui secondi spesi e quelli sprecati, della nostra vita. Ci sono attimi che sprechiamo? No, perché ogni cosa è vita. È respiro, anche se noi non ce ne accorgiamo. Come questo atto involontario, che non controlliamo. Ma possiamo decidere se respirare col naso o con la bocca. Col diaframma. Lunghi respiri o brevi. Affanni o tranquilli.

Possiamo solo respirare, come possiamo anche solo fare scorrere i secondi, e poi possiamo decidere.

Decidere ciò che vogliamo.

Con Le conseguenze che arrivano.

Però intanto… Just Breathe. Che la calma non viene da sola.

image

Quanto costano i soldi

E mi ritrovo a scrivere con il suono del mio fiato, dei miei sospiri, quelli che hanno nel cuore una bella gatta da pelare.
Che poi non capisco perché si debba pelare.

Sono qui che ascolto il traffico di gente che torna a casa, mentre cani nell’eco della vallata di campagna abbaiano per chissà cosa.

E poi qualcuno passa per l’autostrada. Ta tan – Ta – tan. Fino a scomparire. Questo suono mi faceva rilassare, come anche l’odore tipico del vento di mare misto alla varietà di piante della mia zona. Non sono u ‘esperta, non so cosa sento. So solo che quest insieme, oltre a farmi venire l’allergia, è un odore di casa.

È passata la mia settimana di vacanza in pratica e in questi ultimi giorni devo fare qualcosa che inizia a pesarmi: far finta di partire felice.

Mi dicono che c’è crisi. Che non c’è lavoro. Che faccio bene a stare lì dove sono. Che tanto ho mia zia. Che tanto ho l’appoggio. Mi chiedo, in una sera come questa, se sanno che sto piangendo perché non voglio più ma DEVO.

I soldi non fanno la felicità, ma non si può vivere senza essi. Però, quanto costano i soldi in termini di lacrime e nostalgia?

Ta-tan Ta-tan. Un’altra macchina se ne va. Ed è il caso di dormire.

Volevo dirti

Quello che vorrei davvero dirti

l’ho lasciato in un cassetto mai aperto

di lacrime rotte, di frasi spezzate

di baci lasciati sul comodino

agognanti di sentirti più vicino

 

Quello che vorrei davvero dirti

io davvero non l’ho mai detto

quello che speravo di chiederti

non me lo son nemmeno chiesto

e se questo sembrerà

qualcosa di già visto o già fatto

già vissuto, straparlato, strafatto

io non me ne pento

che tanto non te l’ho detto

 

quello che vorrei davvero dirti

non ha la forma dei tuoi fianchi

quando li muovi sinuosi

e li sposti su sponde sconosciute

 

quello che vorrei davvero dirti

l’ho lasciato appeso

tra una parola ed un’emozione.

Winter is…Gone

È stato un lungo inverno, uno di quelli in cui quando lo vedi arrivare ti metti alla finestra, con lo spadone, ed esclami Winter is coming. E non sai quando la neve si scioglierà. È stato un inverno freddo e tiepido, ma soprattutto grigio. Grigio insopportabile, da strappare, da voler disegnare. Cioè se c’è sole alla fine ti senti più in colpa a star male, e se piove ti senti quasi giustificata, ma se è grigio? La giornata te la dovevi inventare. Io ho preferito andare in letargo. Mimetizzarmi col tempo, tant’è che adesso son grigia. Sono indecisa se far piovere o far risplendere il sole.

Il tempo ha deciso per me ed ha scatenato la primavera, con le mie allergie, con i cambiamenti e…la vita che scorre.

Take me out…

Tudo Tem o Momento Certo

Ho attivato la luce alla tastiera e spento la lampada, ora sono sotto le coperte. Faccio un testo descrittivo, che racconta apparenze e non stati d’animo.

Ho avuto molta voglia di parlare a qualcuno della mia situazione. Sapete, dopo un po’ ti stufi a scrivere le cose, vuoi che qualcuno ti guardi negli occhi, che ti ascolti, che ti tocchi la mano.

Quando la persona che è pronta a far ciò capisce il 40% di ciò che tu dici e viceversa, è problematico.

Ma non impossibile. Ho sentito calore e saggezza, ed automaticamente sembrava quasi fossi diventata brasiliana per un attimo. Capivo, in un misto di mimica facciale, intonazione, labbra che si muovevano per formare parole che prima d’ora non avevo mai sentito. Si formavano, le emozioni di un racconto, e cercavo di semplificare ai minimi termini il mio linguaggio con parole italiane entry-level. Sapete, dover spiegare una frase più di una volta ha tanti risvolti positivi. Negativamente, puoi spazientirti, dall’altro lato invece scopri lati e sfumature di quella cosa che vuoi dire che prima non sapevi.

Proprio perché si usano altre parole.

Con altre parole, la mia amica non mi ha detto “andrà tutto bene”, ma un “tudo tem o momento certo, querida”. Con quell’intonazione, mi sono anche convinta che dicesse il vero. Ossia che tutto ha il proprio momento. 

“tenho certeza que voce sabe o que é melhor pra voce. Com o tempo voce realmente aprendi o que realmente lhe faz bem, e o que nao vale apena lutar”.

A questa frase io ho risposto rassegnata uno “spero”.  Che per noi è sperare che le cose ci finiscano tra le braccia, un desiderio fugace.

In portoghese invece la stessa parola rappresenta un impegno: aspetto. 

Ich warte hier.