(s)veglia

Mi ritrovo sola col bisogno di dover scrivere anche se ho più sonno che altro;le mie membra buttate sul letto, con le lenzuola a coprire le semi nudità, a desiderare un soffio di vento che ora va da qualche altra parte, ora riesce ed entra dalla mia finestra, in una notte senza luna.
Mica è scema, va al mare lei.

Mi manca quell’odore forte tipico del mare, come quello di una femminilità pregna di eccitazione. Sì, sto paragonando il profumo del mare al sesso di una donna, le onde alle sue curve, la spiaggia al ventre.

Mi manca forse la passione che sento nel caldo della mia terra, nel simbolismo del mare?

Oh, ‘sta foresta è fredda, tesa e maestosa sempre. Il mare crolla, lo scoglio si spezza, il sole si inginocchia. Gli alberi invece sono lì, e chi li smuove.

Solo le stelle hanno pietà di me e mi fanno compagnia. Stanno lì a fissarmi in tante, tantissime, troppe. Tutte a bisbigliare, a spiare e curiosare. Dopotutto, se la luna è assente, chi veglierà la notte nella foresta?
Chi veglierà i tedeschi?

Chi (s) veglierà me?

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