Già Visto

La cantavo da piccola, ma proprio piccola. Mia madre aveva la musicassetta ed io ero lì, a quattro anni, a ricordarmene tutta la melodia. Così quando, qualche anno dopo, mi ritrovai tra le mani la Platinum Collection di Mina e lessi il titolo, sorrisi.

Già Visto.

L’ascoltai e rimasi sorpresa del fatto che sapessi tutte le parole di quel testo, tutte le pause. È una canzone che ci si può permettere di cantare quando si ha esperienza, si ha vissuto tanto. Una poesia che potresti sentire tua solo quando hai vissuto amori strazianti, vissuto con ogni parte della tua anima diverse persone, che ti hanno lasciato vuoto.

Questo testo l’ha scritto un sedicenne. A dimostrazione che a volte gli anni non sono nulla, ci sono attimi che ti segnano per sempre, e persone così sensibili da trascrivere tutto in parole.

Mio poverissimo amore
rimosso dal cuore
non tornerò più
a cercarti
se mi casca l’anima in terra
non è più la guerra
ma tregua noiosa tra noi

già visto
finito
io lo so come va

già detto
passato
superato per carità

vedi parlo sempre da sola
non rido non volo
non so cosa dirti
oramai
guarda avanti c’è la tua vita
no non è finita
non chiedermi più
di ascoltarti
già visto
vissuto
io lo so come va

già fatto
passato
superato per carità

no non cercar di procurarmi dei guai
dai non piangere non serve oramai
ti ripeto me ne vado da ora adesso
ora adesso e tu
e tu e tu e tu e tu
dovrai far da solo
e io e io e io e io e io
voglio stare sola
ora e per sempre
vedi col passare degli anni
compaiono i danni
ti bruciano l’anima se l’hai
guarda questi solchi profondi
ben lisci e rotondi
da tempo son chiusi
oramai
già visto
finito
io lo so come va

già fatto
passato
superato per carità

no non cercar di procurarmi dei guai
dai non piangere non serve oramai
ti ripeto me ne vado
da ora adesso
ora adesso e tu
e tu e tu e tu e tu
dovrai farlo solo
e io e io e io e io e io
voglio stare sola
ora e per sempre
non tornerò.

Fiori di Lana

Un hard disk pieno di poesie
Non vale nulla se non ci sei tu
Ti prendo ti porto via da qui
In un posto dove non cresce l’addio
Supererai o supereroi
Ancora non è chiaro il limite
Fiore che fai?
Ore che mai
Trascorreranno in pace senza che
Qualcuno le dominerà
Alberi di prosa e nostalgia
E un’ antenna che trasmette solo te
Ti canto proteggo l’armonia
Come l’acqua dentro a un fiume scorri via
La clessidra volge al finire
La sabbia mi ricorda l’estate
Con la camicia a fiori
E la giacca di lana
Copriamo la stagione che noi due
Capimmo soltanto poi.

Wor(l)ds

Le parole non conquistano. Le parole spiegano, raccontano, descrivono, ammaliano, le senti tue. Ma non conquistano. Vanno via e non ci puoi far nulla, per quanto tu le possa saper ammaestrare, gestire, dosare e pesare…ad un certo punto rimangono sospese come la realtà che hai descritto. I condizionali, poi, vogliamo parlarne? Potrei, vorrei… e i periodi ipotetici. Quanto tutto quello che vorresti è un presente. Prima persona plurale, o singolare, preferibilmente.

Sarò anche brava a scrivere, ma con le parole ho solo ottenuto grandi complimenti; scrivo un mondo e mi ritrovo un “brava” e non un “sì, vorrei essere con te”. O anche solo qualcuno che mi continui la storia.

Sono stanca di scrivere storie bellissime e difficoltose e poi vien messo da qualcun altro un finale in sospeso. Non riesco a continuarlo.

Effetti collaterali

Volevo scrivere oggi, ma non sicuramente ciò che mi appresterò a tirar giù dopo 8 pillole di novalgina e una sveglia che non mi darà tregua domani. Suonerà alle 5 e non potrò oppormi al lavoro.

Sì, tutto nasce dal lavoro, dal senso dell’obbligo e del dovere, dalla voglia di evadere, scappare, andare e conoscere. Non ti dicono però, questi sogni d’evasione, che ci sono degli effetti collaterali.

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I like my body when it is with your-

.I like my body when it is with your / mi piace il mio corpo quand’è col tuo
body. It is so quite a new thing.  / corpo.   È una cosa tanto nuova.
Muscles better and nerves more.  / Muscoli meglio e nervi di più.
I like your body. I like what it does, /  mi piace il tuo corpo.  Mi piace quel che fa,
I like its hows. I like to feel the spine / E il come. Mi piace sentir la spina
of your body and its bones, and the trembling / del tuo corpo e le sue ossa, e il tremolante
-firm-smooth ness and which I will  / -liscio-sodo che
again and again and again / ancora e ancora e ancora
kiss, I like kissing this and that of you, / bacerò, mi piace baciare questo e quello di te
I like, slowly stroking the, shocking fuzz / mi piace, lentamente accarezzare, il folto
of your electric fur, and what-is-it comes / elettrico pelo, e quel che viene a carne
over parting flesh…And eyes big love-crumbs, / che si separa…E occhi, grandi briciole d’amore,

and possibly i like the thrill / e forse mi piace il brivido
of under me you quite so new / di sotto me te così nuovo.

~ E. E. Cummings

 

Prima di dormire

Mi piace pensare che sono sul letto, accovacciata, a scrivere questo post, con la testa pesante, la tastiera che corregge da sola e nel frattempo penso a quanto è figa l’app di wordpress per Android.

Questo momento è il mio sollievo dopo una giornata: credo che sia la parte del giorno che preferisco. Qualsiasi cosa che è successa o film su eventuali cose che succederanno domani scompaiono: largo ai buoni propositi, al ripensare au momenti belli per conciliare il sonno.
E adesso chiudo gli occhi mentre fuori una pioggerella leggera lava via questo giorno.