Le Luci della Centrale Elettrica.
Non fraintendetemi, adoro lo stream of consciousness, davvero. Ma quando è abusato, è uno stile di scrittura o mancanza di argomenti da musicare?
Immaginatevi da una parte un paroliere normale. Non so, Pasquale Panella. Sì, lui ha creato il verso più nonsense della storia della musica italiana, “magari ti chiamerò trottolino amoroso e du du, da da da, e un gattino annaffiato che miagolerà”, ma è anche l’autore di “quando una gamba atterra, mentre tu sei distesa, hai il peso di tutto quanto resta sulla terra intera, meno te.”.
Ora, pensate al povero Panella, surclassato barbaramente da Vasco Brondi. Brondi apre lo Zanichelli, sente il suono delle parole, le abbina al concetto principale che vuole esprimere, et voilà, le jeux son fait.
Non è per buttare merda su qualcuno. È davvero così.
Bene, per dimostrarvi che io non odio Vasco Brondi, ecco il mio testo usando la sua tecnica.
L’ho intitolato EssenSalami, perché tutti, chi prima o chi dopo, ci siamo ritrovati prodotti surgelati e metti da parte, al freddo e al gelo in attesa di essere scaldati 5 minuti al forno e poi mangiati.
ESSENSALAMI
Le morti stanche
la maglietta nera
una rosa blu sulla pelle tua
mi ricordi Londra
snob e bionda,
con un filo di follia
dicono di te,
pare che sei in freezer
con l’eyeliner
per andare a Maybelline New York
o forse a L’oreal
A mangiare Pizza Salami
A mangiare Pizza Salami
E ti ricordi quando
il ghiaccio scioglieva
il tuo congelatore
e nel forno crescevano
venditori ambulanti
di origano
e uno e due e tre e quattro
cinque minuti, solo cinque
e vedrai che delle panatine
ti innamorerai
Ma io persa di te
di casa e di thè
delle cinque vorrei
prendere all’inglese
con il ditino all’insù
quando tornerai
sarai una pizza salami
una pizza salami
E cinquecento mila lire
non bastano più
per vivere in noi
e mangiare una pizza salami
al banco frigo
al reparto del pesce
dove c’è il ghiaccio
però, non c’è spazio
eugenio è desiderato
alla cassa quattro
alla cassa, quattro
pizze salami comprerò
e di te mai più mi scorderò
nò
nò
nò.
Il passaggio più toccante è stato
“e nel forno crescevano
venditori ambulanti
di origano
e uno e due e tre e quattro
cinque minuti, solo cinque
e vedrai che delle panatine
ti innamorerai”.
Mi sono commossa.
Non c’è male…
La particolarità dello stile di Brondi sta nella tragica esperienza di vita, nella sensibilità della persona, nel gusto musicale e nel modo di esprimere le proprie sensazioni, le proprie grida di protesta verso quello che penso sia il suo “Dio”, l’amore.
La forma di scrittura dei propri testi penso sia ermetica non per dare l’idea di una “superiorità culturale”, piuttosto per difesa.
Il giovane Vasco infatti mette in musica il suo cuore, i suoi sogni, infranti assieme al suo “vero amore”.
Cerca di darsi una spiegazione sul perché lo abbia perso, e questo perché lo riempie di rabbia.
Non sarebbe semplice spiegare come mai un ragazzo di oggi non sia “libero” di inseguire i suoi sogni, ma attraverso un’ipnotizzante sequenza di metafore riesce (sempre a parer mio) a trasmettere il senso di quella che dev’essere un (interminabile) lettera di perdono ed addio.
Perdere fiducia nell’amore trasforma completamente una persona, la rende vuota come chi preme il grilletto durante una guerra.
Mettere in gioco tutto se stesso in 2 album sarebbe impossibile senza usare un qualche tipo di sintesi ed in questo caso hai azzeccato in pieno l’idea: usare slang come fossero messaggi pubblicitari… Ridurre il proprio amore ad una puntata di Blob, in modo tale che possa colpire in profondità anche se chi lo ascolta sta facendo “zapping” con i suoi pensieri.
Ho fatto il modello per dieci anni, canto da tredici, scrivo da quindici e ne ho viste di cotte e di crude, adesso non dico che Brondi sia un dio sceso in terra, anzi, è un cantante mediocre, suonatore ancor più mediocre e non è che sia l’immagine della bellezza, ma è Vero. Quello che dice è Suo, quei tre accordi che ripete come un mantra gli scorrono nelle vene, e lui ci ha cucito addosso il suo amore prima di gettarlo in pasto a ciò di cui ha più paura: la massa di burattini ammaestrati.
Ho letto la tua poesia Brondo-Stile e mi è piaciuta!
L’amore non si compra in offerta ai supermercati, non si consuma dopo 5 minuti, eppure il nostro amore è finito, come un leasing scaduto, e per continuare a sopravvivere dobbiamo dimenticarci di vivere, per continuare a sperare, dimenticarci di sognare….
500milalire… che ricordi…..
Alan Nauta
Forse mi sembra la caricatura di un negro, che dice Brondo anziché pronto.
Al di là delle battute veramente molto ironico l’intero post.
Un saluto